Blog

    Accessi Facili alla Rete

    Opportunità e rischi per le nuove generazioni

    Bambine e bambini italiani accedono ad internet sempre prima: tra i 6 e i 10 anni oltre la metà di loro usa abitualmente la rete, è quanto emerge da un’indagine di Save the Children.  I dati confermano come l'accesso a Internet di bambine e bambini avviene in età sempre più giovane. Proprio nella fascia 6-10 anni, infatti, i bambini usano la connessione da casa nel 54% dei casi, le bambine nel 53%, percentuale che sale con il crescere dell'età, fino a raggiungere il culmine tra i 15 e i 17 anni, con rispettivamente il 93,5% delle ragazze e il 94,2% dei ragazzi connessi.  

    Estratto dell'incontro redatto da Maria Cristina Montella, tirocinante post-universitaria presso Istituto Adler RE

    Giornate formative sullo Psicodramma Adleriano

    Modello di psicoterapia di gruppo basata sul gioco simbolico e sulla drammatizzazione

    Lo psicodramma (dal greco ψυχη psyche, anima, e δράμα drama, azione) indica un metodo di approccio psicologico ideato nei primi anni del Novecento dallo psichiatra e psicologo J.L. Moreno. Un modello di psicoterapia di gruppo, basata sul gioco simbolico e la drammatizzazione anziché solo sulla parola che fa si che le persone possano esplorare attraverso  il  gesto  teatrale  i  propri   contenuti interiori. Le esperienze e i vissuti personali non sono semplicemente raccontati, ma sperimentati concretamente nel giocare, recitare e mettere in scena. 

    Il mio riflesso negli occhi dell’altro. La malattia allo specchio

    Il corpo è uno dei più importanti veicoli di comunicazione. A seconda della cultura può assumere significati diversi. Può esprimere una posizione sociale, raccontarci una storia di vita, comunicare uno stato d’animo, trasmettere benessere o disagio. Diverse sono le funzioni che il corpo assolve nella vita, nelle relazioni e nella costruzione dell’identità. È il nostro principale mezzo, e non evitabile, di comunicazione; il nostro modo di essere, di presentarci e di mostrarci.

    Conoscere e far conoscere: la Narrazione

    ABILITA' IMPRESCINDIBILE PER L'UOMO, RISORSA FONDAMENTALE IN TERAPIA

    Esiste uno strumento fondamentale, trasversale all’evoluzione del genere umano, allo sviluppo della personalità di ciascun individuo e perfino alla relazione terapeutica: la Narrazione.

    In che modo la capacità di raccontare le storie ha influenzato il nostro passato?  Come può contribuire a (ri)plasmare la nostra prospettiva futura?

    Lo sguardo di questo articolo si posa e vaga su ciò che permette di condividere, perché la narrazione è proprio questo: la capacità di raccontare un mondo attraverso una storia. Esploreremo dall’alto il mondo della narrazione, a volo di uccello, al fine di intuirne la rilevanza.

    Psicologia Immunitaria

    QUANDO L’IMMUNOLOGIA INCONTRA LA PSICOLOGIA

    Definire il sistema immunitario non è semplice. Ricerche a scopo conoscitivo, condotte dal Dottor Tadolini, hanno evidenziato che chiedere alle persone di definire il sistema cardiovascolare produce risposte medie abbastanza precise o comunque manifestazioni di un’idea di che cosa si intende per sistema cardiovascolare. Contrariamente, se viene chiesto di definire il sistema immunitario non si hanno risposte altrettanto specifiche. Ciò deriverebbe dal fatto che il sistema cardiovascolare è riferibile ad organi ben configurati e conosciuti anche senza una formazione specifica; per il sistema immunitario questo non è possibile, in quanto non è riferibile ad organi conosciuti. In effetti, è difficile definire il sistema immunitario poiché la struttura portante non è una struttura d’organo, ma è una struttura chimica e bio-chimica: il sistema immunitario agisce ed esplica la sua funzione fondamentalmente tramite la chimica dell’organismo. Il ruolo di neurotrasmettitori quali la serotonina, dopamina, noradrenalina, sistema del GABA, giocano un ruolo molto importante nel sistema immunitario, assimilabile al ruolo che hanno nella patologia psichica.

    Una questione di gioco: la PSICOMOTRICITA’

    La psicomotricità non predilige alcun “settore” di competenza/ sviluppo/esperienza/espressione della persona, considerandoli tutti di pari valore: si occupa della relazione con l'altro, fornendo gli strumenti necessari per affrontarla positivamente, diversificandoli in rapporto all'età.

    Nello specifico tale disciplina aiuta a rendere più armonici il corpo, le emozioni e gli aspetti cognitivi, attraverso il movimento e il gioco. È rivolta principalmente ai bambini perché per loro il linguaggio corporeo è più importante rispetto a quello verbale.

    “I bambini esprimono le loro emozioni e le loro paure attraverso il corpo e questo è il tramite essenziale attraverso cui manifestano anche i contenuti della mente e della psiche”

    A. Bonifacio

    "Costruire un Villaggio significa crearsi in piena libertà"-Henri Arthus

    Ideato nel 1939 dal francese H. Arthus, il Test del Villaggio un test proiettivo che si basa sul meccanismo psicologico della proiezione termine introdotto per la prima volta da Freud. A differenza dei test obiettivi, i test proiettivi esplorano il vissuto psichico individuale e i processi spontanei del soggetto perché al soggetto vengono sottoposte situazioni-stimolo ambigue (non strutturate o parzialmente strutturate) alle quali egli risponde in funzione del significato psicologico personale. questo consente di delineare indirettamente le caratteristiche strutturali della vita psichica e delle dinamiche cognitive ed affettive del soggetto.                                                                                                                                                                                                                      

    Nel test del villaggio si tratta di collocare su un tavolo delle piccole raffigurazioni in legno colorato di edifici, persone, animali, alberi, ecc.; ciò che ne risulterà e la storia che il soggetto racconterà sul proprio Villaggio, rappresentano l’espressione del suo stile di vita, della sua organizzazione di personalità, della sua capacità di essere nel mondo (il sentimento sociale, lo slancio vitale, il “raggio d’azione”), dei suoi meccanismi di difesa, della percezione che ha di sé e della realtà esterna, della sua capacità di gestione degli aspetti affettivi-pulsionali-aggressivi, dei suoi vissuti relativi alle figure genitoriali.

    Metapsicologia adleriana

    Uno dei punti di partenza della metapsicologia adleriana è che nella vita psichica ogni cosa si verifica "come se" certi fatti fossero assiomi, cioè veri ed evidenti di per se stessi.

    Il filone conduttore consiste in una perenne ricerca del senso dell'individuo, inteso nella sua unità diversificata biologica-psicologica-sociale.

    Questa linea guida induce allo studio verso la comprensione dell'Altro" e spinge altresì all'agire in tutte le aree esistenziali, specie nel campo dell'educazione, del lavoro, della comunità, ma soprattutto e specificamente nell'indagine e nella terapia dei disturbi mentali, di quelli psicosomatici e dei disturbi dell'adattamento sociale.

    La Psicologia Individuale di Alfred Adler si propone via via come un modello aperto e complesso, nelle scienze che riguardano la vita umana. Ogni gesto, ogni atto, ogni sintomo psicopatologico e/o psicosomatico sono inseribili in una linea direttrice, in un movimento verso un fine attraverso dinamismi consci ed inconsci [..]

    Il Sogno nell'ottica adleriana

    Attività onirica come espressione dello stile di vita

    Il principale oggetto di studio della Psicologia Individuale, è lo stile di vita dell'essere umano, inteso come impronta soggettiva di ogni individuo. Esso è costituito dall'insieme di tratti comportamentali, orientamento del pensiero, affetti ed emozioni, articolati al servizio di finalità  prevalenti, ed è il risultato di innumerevoli atti preparatori che iniziano a delinearsi sin dai primi anni di vita del bambino.

    Per questo motivo, la teoria adleriana considera imprescindibile, nello studio della persona, una conoscenza accurata di quel mondo infantile dove si possono riconoscere i primi abbozzi della personalità ed i primitivi tentativi del bambino di raggiungere gli scopi ai quali aspira.

    Nella dinamica del sogno, Adler ritrova sempre l'affermazione dell'unità della personalità e la coerenza che questa riveste rispetto allo stile di vita dell'individuo: "colui che sogna e colui che è desto sono lo stesso individuo e lo scopo dei sogni deve essere applicabile a quest'unica personalità coerente" (Adler A., Che cos'è la Psicologia Individuale, 1976).

    Il pensiero adleriano segue pertanto la linea dell'unitarietà, difendendo l'idea secondo la quale le leggi che governano il sogno sono le stesse che determinano l'accadere psichico nel suo complesso.

    Psicologia Individuale Comparata

    Tra gli orientamenti psicodinamici, una visione ampia ed etica per rispondere alle esigenze dei singoli e della società

    Psicologia Individuale Comparata

    "'L'abbinamento dei termini "individuale" e "comparata" esprime molto bene l'orientamneto interpersonale di una dottrina fondata sulla concezione  dell'individuo come unità unica ed irripetibile e sulla valutazione dei suoi processi psichici raffrontati a quelli degli altri individui e inseriti in una visione ampia ed etiche, tale da rispondere alle esigenze complessive della società oltre che a quelle dei singoli" 

    Parenti, 1987

    L’infelicità degli uomini deriva dal fatto che essi temono cose che non sono da temere e desiderano cose che non è necessario desiderare

    Libertà e indipendenza sono traguardo essenziale per chi vuole rappresentarsi ed esistenzialmente proporsi come psicologo

    Lo psicoterapeuta opera nella professione e nella vita seguendo le acquisizioni ed i modelli appresi dalla ricerca scientifica; in quanto portatore della dignità umana saprà armonizzare il proprio sapere ed i connessi tecnicismi, sempre in evoluzione, con il dettato dei valori etici ed esistenziali?

    Come rendere fertile un’asettica professionalità con l’esigenza di conseguire una modalità di vita ispirata dalla costante ricerca di significato, del significato cioè che la vita offre alla sua esistenzialità?

    È costruttivo poter ritrovare una coscienza, solidamente e saldamente poggiata su di un sapere che non si autolimiti privilegiando essenzialmente gli oggetti di conoscenza, bensì contempli la vita stessa, nel suo discorrere quotidiano, favorendo un saggio modus vivendi che investa lo stile di vita e l’esistenza nella sua totalità [...] 
     

    I compiti vitali in adolescenza

    Nella fase adolescenziale la crescita psicologica dei ragazzi è segnata da 4 principali compiti elvolutivi tendenti a dimostrare al mondo e a se stessi che non si è più bambini, ed in specifico:

    - doversi distaccare dai propri legami infantili;

    - dover definire la propria “costituzione personale” composta dai propri valori e idee

    - dover integrare una nuova idea di corpo, un corpo maturo e sessuato

    - dover “uscire allo scoperto” e fare il proprio ingresso a pieno titolo nel mondo sociale

    Essere madre oggi secondo la Psicologia Individuale 

    Tra teoria e pratica clinica

    Secondo la teoria adleriana, la donna costruisce il materno fin dalla sua infanzia: non è solo la capacità innata di farsi carico del bambino, quanto una disposizione alla maternità appresa, maturata e incoraggiata da una madre e da un padre dediti a far crescere il sentimento di comunità nel proprio figlio in modo che lui stesso strutturi una meta creativa che prende avvio già in utero, in quanto capace di costruire quella memoria implicita che è una sorta di imprinting per le buone relazioni future (Ghidoni, 2011).

    I ragazzi e il mondo virtuale

    Tratto della Rivista "Il Saittario" nr. 29 - Ragazzi viziati nel mondo virtuale Conversazione con Lino G. Grandi A cura di Laura Mele, Marco Raviola

    I nostri ragazzi sono affascinati, quasi ipnotizzati dall’azione veloce, dagli effetti speciali, dall’impetuosità, dalla grandiosità dell’immagine, tutti elementi che però non portano alla produzione di un pensiero riflessivo, ma a vivere l’azione immersi nelle proprie sensazioni ed emozioni senza un auto-interrogarsi e non disponibili a “dialogare” con esse.

    Viaggio nell'Adolescenza

    Ad Aprile e Maggio 2017 un ciclo di incontri gratuiti rivolti a genitori, educatori e insegnanti sui diversi temi dell’adolescenza

    L’adolescenza è un processo di “ridefinizione complessiva della propria identità dove non cambia solo quello che l’adolescente sa o sa fare, ma anche quello che è e come si vede” (Charmet, 2004).

    Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy