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    Bambini e genitori al tempo della pandemia

    Riflessioni sulle esigenze psicologiche delle famiglie - webinar di mercoledì 1 aprile ore 18.00

    Da più parti si prova a riflettere sulle relazioni che si vivono oggi, nel tempo segnato dalla quarantena, nelle famiglie con i figli a casa, privati dei molti stimoli che organizzavano il tempo della scuola, del gioco, del movimento e della continua socialità con gli adulti e i compagni. Il prudenziale “restate a casa” per evitare la diffusione del contagio del virus, saggio dal punto di vista dell’emergenza sanitaria, ha di fatto portato a dimensioni psichiche personali e relazionali che hanno molti aspetti di novità.

    Le dimensioni psichiche si potrebbero tematizzare seguendo percorsi diversi; si propongono qui, con un approccio descrittivo, tre nuclei concettuali che hanno caratteristiche di centralità nei vissuti e nell’organizzazione delle famiglie. Si parlerà della deprivazione degli stimoli, delle nuove richieste che le situazioni hanno messo sulle spalle dei genitori e della necessità di una buona organizzazione per dirigere convenientemente l’incrociarsi dei doveri degli adulti e dei bambini.  
     

    Decalogo per operatori sanitari e sociosanitari Anipio

    E servizio per segnalare bisogni psicologici del personale che opera in emergenza

     

    Gli operatori socio sanitari stanno gestendo situazioni cliniche e organizzative molto complesse, che fanno emergere un insieme di emozioni che caricano oltremodo il vostro sistema psico-fisico.

    La paura per la propria incolumità e dei propri cari, i sensi di colpa per non avere agito prima o meglio, lo scacco al proprio senso di responsabilità clinico-assistenziale, i sentimenti di solitudine, l’impotenza per non riuscire a gestire la sofferenza di pazienti e familiari il timore di non essere all’altezza del proprio ruolo,  rabbia per le insufficienze del sistema, e, forse, altro ancora.

    Nel nostro ruolo di esperti delle dinamiche psichiche, intendiamo offrire qualche indicazione, sotto forma di “decalogo”, nella speranza che, anche questo piccolo contributo,  sia di utilità nel fronteggiare sia le situazioni professionali, sia quelle intime e personali.

     

    Sentimento Sociale e Benessere dell'Umanità

    Nel surreale contesto di vita di questo marzo 2020

    Stiamo vivendo dei giorni senza precedenti. Ognuno di noi sperimenta nel proprio intimo, una gamma di emozioni più o meno difficili: incredulità, apprensione, timore, paura, oppressione. Tutto ciò in uno scenario insolito: una massima riduzione, per alcuni completa, dei contatti sociali.

    Tanto è già stato detto su cosa bisogna fare e su cosa non bisogna fare, sia per rispondere alle regole che ci sono state date per l’emergenza, sia su quali sono i comportamenti che ci aiutano a mantenere il più possibile una serenità necessaria a superare questo momento senz’altro difficile.

    La nostra riflessione allora va alla riscoperta importanza che ha nella nostra vita il relazionarci con gli altri e il coltivare relazioni sociali, così evidente nella difficoltà a rispettare le restrizioni che in queste ore ci sono state date. Ma anche ai valori che regolano lo stare con gli altri: il rispetto ad esempio o l’attenzione a non mettere in atto dei comportamenti che potrebbero nuocere ai nostri cari o più in generale ai nostri conoscenti.

    Le dipendenze patologiche

    Le dipendenze possono essere considerate una condotta di evasione che la persona mette in atto per soffocare l’insoddisfazione della realtà che vive.

    Quando ci si relaziona a sostanze, alcol, gioco, e si “assapora” dentro di sé il “gusto del coraggio”, che fa sentire forti, che fa dimenticare i problemi, è in quel momento che si dà inizio ad un mondo parallelo percepito come perfetto, che genera distruzione del corpo, delle relazioni sociali e della propria lucidità. In quel momento, la persona crede di aver trovato una chiave per aprire la porta serrata che sentiva tra sé e il mondo, incurante del fatto che in realtà sta alzando muri di cemento in cui si sta nascondendo.

    Questionario: I significati del servizio

    SERVIZIO E SPIRITO DI SERVIZIO NEI VISSUTI PERSONALI

    Il termine servizio non ha bisogno di particolari spiegazioni; il suo utilizzo nel linguaggio comune è frequente per cui è normale che evochi l’immediata convinzione di conoscerne il significato, le sottese dinamiche relazionali e le esperienze vissute. Null’altro ci sarebbe da aggiungere. Tuttavia, si tratta di un termine che, al di la dell’apparente semplicità, è carico di significati: si possono dare interpretazioni all’insegna dell’oggettiva razionalità o della soggettività emotività, possono venire alla mente dimensioni culturali che permeano i vissuti personali, come possono essere evocati comportamenti socialmente utili ispirati da convinzioni etiche e/o religiose. In altre parole, all’immediatezza delle prime, consapevoli associazioni può seguire un’interessante complessità che merita spazi di riflessione.

    I "nuovi bambini" in psicoterapia

    dalle dinamiche impotenza-onnipotenza al processo inferiorità-superiorità. Riflessioni e strategie terapeutiche

    La società contemporanea è attraversata da profondi cambiamenti dettati da numerosi fattori: la precarietà economica e sociale, il relativismo culturale ed etico, la globalizzazione e il supramento dei limiti, il post materialismo e l'individualismo.

     

    Accessi Facili alla Rete

    Opportunità e rischi per le nuove generazioni

    Bambine e bambini italiani accedono ad internet sempre prima: tra i 6 e i 10 anni oltre la metà di loro usa abitualmente la rete, è quanto emerge da un’indagine di Save the Children.  I dati confermano come l'accesso a Internet di bambine e bambini avviene in età sempre più giovane. Proprio nella fascia 6-10 anni, infatti, i bambini usano la connessione da casa nel 54% dei casi, le bambine nel 53%, percentuale che sale con il crescere dell'età, fino a raggiungere il culmine tra i 15 e i 17 anni, con rispettivamente il 93,5% delle ragazze e il 94,2% dei ragazzi connessi.  

    Estratto dell'incontro redatto da Maria Cristina Montella, tirocinante post-universitaria presso Istituto Adler RE

    Giornate formative sullo Psicodramma Adleriano

    Modello di psicoterapia di gruppo basata sul gioco simbolico e sulla drammatizzazione

    Lo psicodramma (dal greco ψυχη psyche, anima, e δράμα drama, azione) indica un metodo di approccio psicologico ideato nei primi anni del Novecento dallo psichiatra e psicologo J.L. Moreno. Un modello di psicoterapia di gruppo, basata sul gioco simbolico e la drammatizzazione anziché solo sulla parola che fa si che le persone possano esplorare attraverso  il  gesto  teatrale  i  propri   contenuti interiori. Le esperienze e i vissuti personali non sono semplicemente raccontati, ma sperimentati concretamente nel giocare, recitare e mettere in scena. 

    Il mio riflesso negli occhi dell’altro. La malattia allo specchio

    Il corpo è uno dei più importanti veicoli di comunicazione. A seconda della cultura può assumere significati diversi. Può esprimere una posizione sociale, raccontarci una storia di vita, comunicare uno stato d’animo, trasmettere benessere o disagio. Diverse sono le funzioni che il corpo assolve nella vita, nelle relazioni e nella costruzione dell’identità. È il nostro principale mezzo, e non evitabile, di comunicazione; il nostro modo di essere, di presentarci e di mostrarci.

    Conoscere e far conoscere: la Narrazione

    ABILITA' IMPRESCINDIBILE PER L'UOMO, RISORSA FONDAMENTALE IN TERAPIA

    Esiste uno strumento fondamentale, trasversale all’evoluzione del genere umano, allo sviluppo della personalità di ciascun individuo e perfino alla relazione terapeutica: la Narrazione.

    In che modo la capacità di raccontare le storie ha influenzato il nostro passato?  Come può contribuire a (ri)plasmare la nostra prospettiva futura?

    Lo sguardo di questo articolo si posa e vaga su ciò che permette di condividere, perché la narrazione è proprio questo: la capacità di raccontare un mondo attraverso una storia. Esploreremo dall’alto il mondo della narrazione, a volo di uccello, al fine di intuirne la rilevanza.

    Psicologia Immunitaria

    QUANDO L’IMMUNOLOGIA INCONTRA LA PSICOLOGIA

    Definire il sistema immunitario non è semplice. Ricerche a scopo conoscitivo, condotte dal Dottor Tadolini, hanno evidenziato che chiedere alle persone di definire il sistema cardiovascolare produce risposte medie abbastanza precise o comunque manifestazioni di un’idea di che cosa si intende per sistema cardiovascolare. Contrariamente, se viene chiesto di definire il sistema immunitario non si hanno risposte altrettanto specifiche. Ciò deriverebbe dal fatto che il sistema cardiovascolare è riferibile ad organi ben configurati e conosciuti anche senza una formazione specifica; per il sistema immunitario questo non è possibile, in quanto non è riferibile ad organi conosciuti. In effetti, è difficile definire il sistema immunitario poiché la struttura portante non è una struttura d’organo, ma è una struttura chimica e bio-chimica: il sistema immunitario agisce ed esplica la sua funzione fondamentalmente tramite la chimica dell’organismo. Il ruolo di neurotrasmettitori quali la serotonina, dopamina, noradrenalina, sistema del GABA, giocano un ruolo molto importante nel sistema immunitario, assimilabile al ruolo che hanno nella patologia psichica.

    Una questione di gioco: la PSICOMOTRICITA’

    La psicomotricità non predilige alcun “settore” di competenza/ sviluppo/esperienza/espressione della persona, considerandoli tutti di pari valore: si occupa della relazione con l'altro, fornendo gli strumenti necessari per affrontarla positivamente, diversificandoli in rapporto all'età.

    Nello specifico tale disciplina aiuta a rendere più armonici il corpo, le emozioni e gli aspetti cognitivi, attraverso il movimento e il gioco. È rivolta principalmente ai bambini perché per loro il linguaggio corporeo è più importante rispetto a quello verbale.

    “I bambini esprimono le loro emozioni e le loro paure attraverso il corpo e questo è il tramite essenziale attraverso cui manifestano anche i contenuti della mente e della psiche”

    A. Bonifacio

    "Costruire un Villaggio significa crearsi in piena libertà"-Henri Arthus

    Ideato nel 1939 dal francese H. Arthus, il Test del Villaggio un test proiettivo che si basa sul meccanismo psicologico della proiezione termine introdotto per la prima volta da Freud. A differenza dei test obiettivi, i test proiettivi esplorano il vissuto psichico individuale e i processi spontanei del soggetto perché al soggetto vengono sottoposte situazioni-stimolo ambigue (non strutturate o parzialmente strutturate) alle quali egli risponde in funzione del significato psicologico personale. questo consente di delineare indirettamente le caratteristiche strutturali della vita psichica e delle dinamiche cognitive ed affettive del soggetto.                                                                                                                                                                                                                      

    Nel test del villaggio si tratta di collocare su un tavolo delle piccole raffigurazioni in legno colorato di edifici, persone, animali, alberi, ecc.; ciò che ne risulterà e la storia che il soggetto racconterà sul proprio Villaggio, rappresentano l’espressione del suo stile di vita, della sua organizzazione di personalità, della sua capacità di essere nel mondo (il sentimento sociale, lo slancio vitale, il “raggio d’azione”), dei suoi meccanismi di difesa, della percezione che ha di sé e della realtà esterna, della sua capacità di gestione degli aspetti affettivi-pulsionali-aggressivi, dei suoi vissuti relativi alle figure genitoriali.

    Metapsicologia adleriana

    Uno dei punti di partenza della metapsicologia adleriana è che nella vita psichica ogni cosa si verifica "come se" certi fatti fossero assiomi, cioè veri ed evidenti di per se stessi.

    Il filone conduttore consiste in una perenne ricerca del senso dell'individuo, inteso nella sua unità diversificata biologica-psicologica-sociale.

    Questa linea guida induce allo studio verso la comprensione dell'Altro" e spinge altresì all'agire in tutte le aree esistenziali, specie nel campo dell'educazione, del lavoro, della comunità, ma soprattutto e specificamente nell'indagine e nella terapia dei disturbi mentali, di quelli psicosomatici e dei disturbi dell'adattamento sociale.

    La Psicologia Individuale di Alfred Adler si propone via via come un modello aperto e complesso, nelle scienze che riguardano la vita umana. Ogni gesto, ogni atto, ogni sintomo psicopatologico e/o psicosomatico sono inseribili in una linea direttrice, in un movimento verso un fine attraverso dinamismi consci ed inconsci [..]

    Il Sogno nell'ottica adleriana

    Attività onirica come espressione dello stile di vita

    Il principale oggetto di studio della Psicologia Individuale, è lo stile di vita dell'essere umano, inteso come impronta soggettiva di ogni individuo. Esso è costituito dall'insieme di tratti comportamentali, orientamento del pensiero, affetti ed emozioni, articolati al servizio di finalità  prevalenti, ed è il risultato di innumerevoli atti preparatori che iniziano a delinearsi sin dai primi anni di vita del bambino.

    Per questo motivo, la teoria adleriana considera imprescindibile, nello studio della persona, una conoscenza accurata di quel mondo infantile dove si possono riconoscere i primi abbozzi della personalità ed i primitivi tentativi del bambino di raggiungere gli scopi ai quali aspira.

    Nella dinamica del sogno, Adler ritrova sempre l'affermazione dell'unità della personalità e la coerenza che questa riveste rispetto allo stile di vita dell'individuo: "colui che sogna e colui che è desto sono lo stesso individuo e lo scopo dei sogni deve essere applicabile a quest'unica personalità coerente" (Adler A., Che cos'è la Psicologia Individuale, 1976).

    Il pensiero adleriano segue pertanto la linea dell'unitarietà, difendendo l'idea secondo la quale le leggi che governano il sogno sono le stesse che determinano l'accadere psichico nel suo complesso.

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