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    I compiti vitali in adolescenza

    Nella fase adolescenziale la crescita psicologica dei ragazzi è segnata da 4 principali compiti elvolutivi tendenti a dimostrare al mondo e a se stessi che non si è più bambini, ed in specifico:

    - doversi distaccare dai propri legami infantili;

    - dover definire la propria “costituzione personale” composta dai propri valori e idee

    - dover integrare una nuova idea di corpo, un corpo maturo e sessuato

    - dover “uscire allo scoperto” e fare il proprio ingresso a pieno titolo nel mondo sociale

    Essere madre oggi secondo la Psicologia Individuale 

    Tra teoria e pratica clinica

    Secondo la teoria adleriana, la donna costruisce il materno fin dalla sua infanzia: non è solo la capacità innata di farsi carico del bambino, quanto una disposizione alla maternità appresa, maturata e incoraggiata da una madre e da un padre dediti a far crescere il sentimento di comunità nel proprio figlio in modo che lui stesso strutturi una meta creativa che prende avvio già in utero, in quanto capace di costruire quella memoria implicita che è una sorta di imprinting per le buone relazioni future (Ghidoni, 2011).

    I ragazzi e il mondo virtuale

    Tratto della Rivista "Il Saittario" nr. 29 - Ragazzi viziati nel mondo virtuale Conversazione con Lino G. Grandi A cura di Laura Mele, Marco Raviola

    I nostri ragazzi sono affascinati, quasi ipnotizzati dall’azione veloce, dagli effetti speciali, dall’impetuosità, dalla grandiosità dell’immagine, tutti elementi che però non portano alla produzione di un pensiero riflessivo, ma a vivere l’azione immersi nelle proprie sensazioni ed emozioni senza un auto-interrogarsi e non disponibili a “dialogare” con esse.

    Viaggio nell'Adolescenza

    Ad Aprile e Maggio 2017 un ciclo di incontri gratuiti rivolti a genitori, educatori e insegnanti sui diversi temi dell’adolescenza

    L’adolescenza è un processo di “ridefinizione complessiva della propria identità dove non cambia solo quello che l’adolescente sa o sa fare, ma anche quello che è e come si vede” (Charmet, 2004).

    Imparare ad essere buoni

    Tratto della Rivista "Il Saittario" nr. 23 - Colpa e senso di colpa

    Che il buono fosse anche bello, fino a cinquant’anni fa, nessuno l’avrebbe messo in dubbio. La cultura attuale, che privilegia l’individuo, l’immagine e il successo, il consumo e il possesso, ha lentamente sgretolato un sistema di valori. I comportamenti paiono ispirarsi, nella complessità di un sociale anche interculturale, al dar valore alla soddisfazione immediata dei bisogni personali, al garantire uno «star bene» che è il cercare di tenersi lontano dalle frustrazioni e dalle difficoltà, anche quelle che inevitabilmente si incontrano nel crescere.

    Il Disturbo Post-Traumatico da Stress (DPTS)

    Reazione psicofisica normale ad un evento stressante di natura estrema

    La categoria diagnostica del DPTS comparse, per la prima volta, nel 1980, all’interno del DSM-III (American Psychiatric Association) (Yule, Williams, Joseph, 2000). Successivamente, sulla base del DSM-IV-TR (American Pychiatric Association, 2000), il DPTS fu definito un “disturbo legato ad un evento traumatico esterno”.

    Socio Analisi di Gruppo

    L’aiuto, il sostegno, la sollecitazione alla crescita, al rinforzo della fiducia, allo stimolo al coraggio (e a molto altro)

    Quale profilo assuma la dinamica dell’incoraggiamento in ogni specifica relazione terapeutica è impossibile a dirsi. L’unicità della coppia terapeutica è data dalla sensibilità del singolo terapeuta con lo specifico paziente e dalla cornice teorica e metodologica che adottano per lavorare.

    La rete di relazioni che si sviluppa tra i pazienti è di natura orizzontale e richiama, con una certa immediatezza, la dimensione fraterna: i pazienti sono tutti nella stessa posizione, tutti hanno lo stesso spazio, tutti hanno lo stesso diritto di parola.

    La Memoria

    I ricordi coscienti infantili hanno la proprietà di svelare i tratti essenziali della personalità dell'individuo

    In psicologia, la memoria deve essere intesa come la capacità di rievocare un'immagine, una sensazione o un'impressione del passato e di riconoscerla. Si potrebbe quind dire che la memoria non è altro che l'insieme di quei fenomeni che so fondano sulla cinetica dei ricordi; non il luogo dove soltanto ristagnano impressioni e sensazioni.

    Costellazione Familiare

    L'orientamento ambientalista che caratterizza tutta la Psicologia Individuale fa sì che per la psicodiagnosi adleriana assuma un'importanza basilare la raccolta dei dati sulla "costellazione familiare" attraverso uno studio accurato della piccola e primaria cerchia sociale con cui l'individuo, dalla nascita in poi, si è relazionato: la famiglia d'origine.

    Lo stile di vita

    "l'impronta soggettiva dell'individuo, la trama che dà significato all'esperienza"

    Noi, afferma Adler, ci interpretiamo in base alla nostra esperienza, e altrettanto, realizziamo la nostra esperienza in base all'interpretazione che diamo di noi stessi e del mondo.

    "Stile di vita" è l'espressione coniata da Alfred Adler per denfinire "l'impronta unica e irripetibile di ogni individuo, costituita dalla risultante di tratti comportamentali, orientamento del pensiero, sentimenti ed emozioni, posti al servizio del fine ultimo perseguito".

    Unicità e irripetiblità sono identificate dai progetti e dagli scopi prevalenti che l'individuo elabora per il futuro, elementi che vanno correlati alle capacità personali e ai fattori ambientali.

    Verso la complessità

    L'estrema e incontestabile significabilità del modello olistico e del modello psicosociale sul piano teorico, non corrisponde una parellela sostanziale ricaduta sul piano della clinica.
    Per questo il modello biopsicosociale sta andando verso la complessità perchè un orientamento complesso (attraverso una valida modalità di intervento multidimensionale a carattere medico e psicologico-clinico) sembra consentire feconde ridefinizioni delle fondamentali tappe formativo-professionalizzanti nell'ambito della Psicoterapia in Sanità.

    Non un traguardo bensì un nuovo inizio..

    La psicoterapia è un viaggio, che permette al paziente e al terapeuta di rivelarsi a vicenda nel tentativo di scoprire qualcosa di nuovo, o semplicemente qualcosa che già c'è ma è nascosto. Entrambi sanno da dove iniziano, ciascuno con le proprie certezze e conoscenze, ma nessuno di loro conosce l'arrivo, che molto spesso non è un traguardo, bensì un nuovo inizio.
    La psicoterapia è una metafora dove le persone, le esperienze e le emozioni incontrate nella vita “di fuori” riprendono valore e acquisiscono nuovi significati grazie alla vita “dentro” la relazione terapeutica.

    Analisi personale come strumento di formazione

    Riflessioni sul percorso analitico nel percorso formativo

    Il testo invita a riflettere sui diversi apprendimenti nel percorso di formazione di uno psicoterapeuta. Rimanda all’importanza di pensare che accanto agli apprendimenti teorici e tecnici che passano attraverso l’intelletto sono centrali gli apprendimenti emozionali che passano attraverso il ripercorrere la propria storia.

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