Death Education attraverso il Cinema

La morte è vissuta come minaccia alla nostra esistenza e l’uomo ha cercato di comprenderla mediante rappresentazioni che si sono modificate nel tempo. La paura che ne deriva, similmente alle altre emozioni, è un aspetto essenziale e condizionante della vita ed assume un ruolo fondamentale nella formazione degli atteggiamenti e dei comportamenti delle persone, in particolare giovani e bambini. L’uomo ha bisogno di occultare la morte per poter vivere serenamente, ma non è tanto la morte a essere celata quanto il suo significato più realistico, che mette in discussione il senso dell’esistenza.

La morte è unica, ineludibile, universale, limite certo di ogni vita. Per comprendere si analizzano i principali modelli e le diverse fonti di ansia esistenziale che da sempre pongono l’uomo di fronte a continui interrogativi sul senso dell’esistenza.

Ripercorrendo la storia della morte in Occidente si può notare il passaggio da una rappresentazione della morte come fatto naturale, ad una morte “negata”. Si può notare inoltre come nel corso del tempo il “concetto-morte” sia variato con significativi cambiamenti del ruolo della famiglia e della comunità. A differenza di tutte le creature, l’uomo è l’unico in grado di riflettere sulla propria esistenza e, attribuendole senso, prova ansia: l’ansia di morte. La Death Anxiety si ritrova in tutti i modelli dell’ansia esistenziale e per comprendere il costrutto si analizzano caratteristiche, antecedenti, conseguenze e strumenti di misura. Possibili meccanismi di difesa contro l’ansia di morte vengono definiti e spiegati dalla Teoria della Gestione del Terrore (TMT).

L’uomo reagisce con strategie di allontanamento e rimozione, eppure, la morte è parte della vita e non possiamo eliminarla con la negazione. È necessario conoscere il significato della morte per vivere serenamente la propria vita. Perché la morte abbia senso occorre restituirle l’intrinseco valore. Conoscere le rappresentazioni della morte, fornire gli strumenti per capire la morte, educare alla vita, questo è l’obiettivo dei percorsi di Death Education per una “Educazione al limite”.

È necessario conoscere la ricerca qualitativa e i relativi strumenti di raccolta dati per poter identificare una metodologia d’indagine specifica. L’Interpretative Phenomenological Analysis (IPA), è un metodo di ricerca qualitativa ampiamente utilizzato nelle ricerche empiriche in ambito psicologico ed è volto alla comprensione del vissuto soggettivo in uno specifico contesto e dei processi attraverso i quali le persone attribuiscono senso alle loro esperienze. Il progetto di tesi consiste nella ricerca, in ambito ospedaliero, sui volontari dell’associazione AVO Correggio (RE).

Attraverso strumenti quali questionari, focus group e interviste in profondità, si analizzano le problematiche e i risvolti rispetto all’affrontare il tema della morte nel servizio di volontariato. Ci si propone di verificare l’applicabilità del mezzo cinematografico alla Death Education primaria e constatarne la fruibilità in suddetto specifico contesto. I risultati del lavoro sul campo sono stati elaborati secondo la tecnica bottom-up che, scevra da ‘pre-giudizi’ sull’argomento, intende analizzare “cosa” i dati restituiscono, ovvero ciò che le persone sentono, pensano e vivono circa l’esperienza.

Tratto dalla tesi magistrale della dott.ssa Chiara Zanzanelli “Un’esperienza di Death Education con Volontari Ospedalieri: l’uso del Cinema”

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