La Memoria

I ricordi coscienti infantili hanno la proprietà di svelare i tratti essenziali della personalità dell'individuo

In psicologia, la memoria deve essere intesa come la capacità di rievocare un'immagine, una sensazione o un'impressione del passato e di riconoscerla. Si potrebbe quind dire che la memoria non è altro che l'insieme di quei fenomeni che so fondano sulla cinetica dei ricordi; non il luogo dove soltanto ristagnano impressioni e sensazioni.

Le impressioni e le sensazioni custodite nella memoria sono il frutto dell'elaborazione soggettiva che ciascun individuo ha fatto dei suoi eventi vissuti. L'assioma dell'UNICITA' e dell'irreperibilità della psiche umana, costantemente in vigore anche nell'attuazione dell'analisi dei fatti, fa sì che le interpretazioni di un soggetto si differenzino anche notevolmente da quelle degli altri individui.

Adler ha ravvisato nella memoria una funzione "cannibalica", in grado di "divorare" e di "digerire le impressioni" (Adler, A. (1933), Der Sinn des Lebens, tr. it. Il senso della vita, De Agostini, Novara 1990, p. 154).

Non tutte le impressioni incamerate nella memoria sono, però, conservate  ed elaborate allo stesso modo; il grande selezionatore del materiale divorato è proprio lo stile di vita: ciò che gli risulta conveniente è accolto, mentre ciò che si rivela incompatibile è respinto e cancellato o solo in minima parte accantonato e conservato, per essere riproposto e riutilizzato, in caso di necessità, come esempio o come monito.

Questa è la concezione di memoria su cui la Psicologia Individuale ha impostto la propria dottrina dei ricordi primari dell'infanzia. Ogni ricordo, frutto di un evento accolto, è l'esito di un'impressione vagliata dallo stile di vita e ritenuta meritevole di essere conservata. Talvolta, però, l'impressione si può ridurre ad un spemplice stato d'animo, e ciò si manifesta particolarmente quando risulta difficile, se non impossibile, evocare dei ricordi che in realtà si esprimono solo attraverso lievi e sfumate sensazioni emotive.

Come il trovarobe di un teatro rovista nel suo cesto per reperire il materiale più adatto all'allestimento scenico, così l'apparato psichico dell'individuo va alla ricerca, nella memoria, delle impressioni custodite, per mettere a punto i significati necessari a comporre le allegorie destinate ad occultare il contenuto simbolico del ricordo. Con il processo associativo sarà possibile, ripercorrendo a ritroso la strada del tempo, decodificare simboli e allegorie per rinvenire le impressioni a suo tempo direrite dallo stile di vita. Tale metodologia valuta la configurazione di un ricordo alla stregua di una struttura allegorica, così come allegorico è considerato, sempre da Alder, il contenuto del sogno. Sarà compito dell'operatore provvedere all'interpretazione e alla comprensione dei simboli che trattengono sotto il livello di consapevolezza le finalità intime e irrefutabili del paziente. E' affascinante cercare di utilizzare la raccolta dei dati sulla "costellazione familiare" e l'esplorazione di "primi ricordi d'infanzia" di un soggetto per interpretarli come elementi significativi dello stile di vita.

Prof. Pier Luigi Pagani, Presiente Onorario Società Italiana di Psicologia Individuale nella prefazione a "Manuale per l'analisi dello stile di vita" di B.H. Shulman e H.H.Mosak

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