Il PDM: Manuale Diagnostico Psicanalitico

PSICOLOGIA E CLINICA: il PDM come strumento per la diagnosi psicodinamica e analisi di un caso
  • Venerdì, 09 Giugno 2017 dalle 15:00 alle 18:30
Grandi Gian Piero

Il PDM invita il diagnosta e lo psicologo clinico a ragionare, utilizzando i tre assi:

  • Pattern e disturbi di personalità
  • Funzionamento mentale
  • Sintomi e preoccupazioni manifeste

La stesura del profilo è per lo psicologo clinico un utile momento di riflessione ed elaborazione dei dati emersi assumendo la modalità volta a non “etichettare” il paziente ma a collocarlo all’interno di un continuum che metta in risalto in primo luogo il suo essere uomo che può presentare diverse caratteristiche di personalità.

  1. illustrazione dello strumento

 

Il PDM invita il diagnosta e lo psicologo clinico a ragionare, utilizzando i tre assi di seguito riportati, sulla personalità del soggetto che incontra.

 

Pattern e disturbi di personalità : Asse P ( rappresentazione di un continuum di funzionamento).

Ci permette di collocare, all’interno di un continuum, il livello di organizzazione di personalità del soggetto :

  • sano → nevrotico→ borderline
  • personalità → disturbo ( modalità stabile-rigida di funzionamento).

 

Il PDM non utilizza il termine “psicotico”, bensì:

borderline alto       → per indicare un livello di personalità collocabile all’estremo nevrotico-borderline del continuum;

borderline basso    → per indicare un livello di personalità collocabile all’estremo borderline-psicotico del continuum.

 

Per valutare il livello di organizzazione di personalità considerare le seguenti capacità vitali:

  • Identità ( visione di sé e degli altri);
  • Relazioni oggettuali ( relazioni stabili e soddisfacenti);
  • Tolleranza e regolazione degli affetti ( descrizione e varietà di stati d’animo e adattamento);
  • Integrazione tra Io, Super-Io, Ideale dell’Io ( sensibilità morale e coerente);
    Esame di realtà ( capacità di differenziare il proprio mondo interno dal mondo esterno e di integrare all’interno della personalità le regole relazionali e sociali);
  • Forza dell’Io e resilienza ( Tolleranza alla frustrazione e capacità di sublimazione/ capacità di sopportare gli eventi avversi della vita).

 

Dopo aver stabilito il livello di organizzazione di personalità del soggetto, si individua il tipo di disturbo di personalità riconducibile all’asse P.

 

N.B : E’ possibile individuare nello stesso soggetto più tipi di disturbo.

Nel PDM ogni tipo di disturbo viene descritto considerando : i pattern costituzionali-maturativi, la tensione/preoccupazione principale, gli affetti principali, la credenza patogena relativa a se stessi e agli altri, i modi principali di difendersi e i vari sottotipi.

 

Funzionamento mentale : Asse M (Profili individuali del funzionamento mentale : pattern relazionali, comprensione ed espressione delle emozioni, modalità di coping contro lo stress e l’ansia, osservazione delle proprie emozioni e del giudizio morale)

  1. Capacità di regolazione, attenzione e apprendimento
  2. Capacità di regolazione e intimità
  3. Qualità dell’esperienza interna
  4. Esperienza, espressione e comunicazione degli affetti
  5. Pattern e capacità difensive
  6. Capacità di formare rappresentazioni interne
  7. Capacità di differenziazione e integrazione
  8. Capacità di autosservazione
  9. Capacità di costruire o ricorrere a standard e ideali interni

 

RIEPILOGO DEL FUNZIONAMENTO MENTALE:

Dopo aver stabilito, sulla base delle tabelle precedenti, l’adeguatezza o la minore/maggiore limitazione del funzionamento mentale, inserire rispettivo codice, Asse M n°….

 

Sintomi e preoccupazioni manifeste: Asse S

I sintomi sono intesi come descrittori di esperienze emozionali.

E’ possibile individuare nello stesso soggetto più sintomi.

Ad esempio per i disturbi psicotici S312.

 

  1. Presentazione e commento di un caso clinico

 

A seguito di aver provato un avvicinamento alla funzione del PDM, verranno impostate riflessioni cliniche volte alla stesura di un profilo di personalità mettendo in correlazione quanto emerso dai vari reattivi psicodiagnostici somministrati. Si potrà così giungere alla stesura del profilo di funzionamento mentale per poi riflettere su quali pattern di personalità si possono incontrare e sui relativi sintomi.

La stesura del profilo, sarà per lo psicologo clinico utile momento di riflessione ed elaborazione dei dati emersi assumendo la modalità volta a non “etichettare” il paziente ma di collocarlo all’interno di un continuum che metta in risalto in primo luogo il suo essere uomo che può presentare diverse caratteristiche di personalità.

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